Prestito con delega di pagamento: cos’è, perché occorre fare attenzione

Il prestito con delega di pagamento è una formula che riproduce in pratica la semplice cessione del quinto. A renderlo diverso sono le cifre, più consistenti (tanto da farlo indicare come doppio quinto) e la possibilità da parte del datore di lavoro di negare il suo assenso.

Come la cessione del quinto, però, presenta una serie di aspetti che nel corso degli ultimi anni hanno permesso alle aziende del settore di lucrare cifre non dovute. A partire dai conteggi per l’estinzione del prestito precedente, in cui vengono disattesi punti chiave recando serio nocumento agli interessi degli utenti, come messo del resto in rilievo dalla Banca d’Italia, intervenuta ripetutamente nel corso degli ultimi anni nel tentativo di ricondurre la situazione a livelli fisiologici. 

Comportamenti che hanno avuto come corollario una massa di ricorsi all’Arbitro Bancario Finanziario, l’organismo

Occorre fare molta attenzione alle polizze abbinate alla vendita auto

Quando si decide di acquistare una macchina, occorre fare molta attenzione alle polizze ad essa abbinate. A rivelare le criticità dell’abbinamento è stata IVASS, l’autorità preposta al controllo del mercato assicurativo tricolore, in un suo report dedicato al tema.

Tra le maggiori problematiche messe in luce dall’indagine, nata a seguito delle segnalazioni di un mistery shopping ordinato da un’associazione dei consumatori, occorre ricordare in particolare i rapporti societari tra le case automobilistiche, gli enti erogatori dei finanziamenti e le imprese assicurative, per effetto dei quali non è raro il caso di conflitto di interesse, gli elevati costi delle polizze derivanti dalle alte commissioni riconosciute ai distributori, con picchi del 77%, gli indicatori di sinistralità molto contenuti (da un minimo dello 0,03% a un massimo del 3,82%) e la troppo ricorrente frequenza dei casi di abbinamento delle polizze

ABF: sono 21 i milioni di euro riconosciuti alla clientela

L’Arbitro Bancario Finanziario è l’organismo cui nel nostro Paese è devoluta la risoluzione delle controversie che possono insorgere tra aziende creditizie e clientela. Un sistema alternativo che fa riferimento alla Banca d’Italia e che continua ad essere molto praticato, sebbene nel 2018 abbia visto per la prima volta dalla sua istituzione un calo delle diatribe ad esso affidate. Gli oltre 27mila ricorsi arrivati nel corso di quei dodici mesi hanno infatti fatto segnare un consistente -12% rispetto al 2017.

Per quanto riguarda il dato finanziario, è invece da sottolineare come l’attività dell’ABF abbia condotto nel corso dell’anno al riconoscimento di una cifra a favore dei ricorrenti pari a 21 milioni di euro, con un accoglimento totale dei ricorsi nel 47% dei casi, cui si aggiunge il 22% in cui le controparti sono giunte ad un accordo senza

 Il boom del microcredito in Italia

La difficile situazione del credito in Italia sta spingendo una massa sempre crescente di persone a cercare possibili alternative. Si spiega così il vero e proprio boom del microcredito nel nostro Paese, testimoniato dai dati provenienti dall’Ente Nazionale, l’organismo che raduna le banche disposte a concedere questi particolari finanziamenti a chi necessiti di un sostegno finanziario. Gli ultimi dati reperibili, quelli relativi alla prima metà dello scorso anno, attestavano ad un vertiginoso 260% la crescita fatta registrare dal settore che si ripromette di sostenere i cosiddetti “soggetti deboli”. Una categoria in cui si possono ad esempio posizionare giovani startupper, donne che intendono iniziare un’attività e misurarsi con il mercato e, in genere, tutti coloro che puntano sulla microimprenditorialità per cercare di bypassare le strozzature di un mercato del lavoro sempre più complicato.

 

I piccoli prestiti

 

Il

PostePay: attenzione alle truffe

PostePay è un prodotto molto gradito dai clienti di Poste Italiane, grazie alle sue caratteristiche innovative. Proprio la sua notevole diffusione, però, la rende terreno ideale per i truffatori, soprattutto per quelli che amano ricorrere al phising, i quali per anni hanno provveduto ad inviare false comunicazioni di posta elettronica sperando di accalappiare qualche utente distratto oppure non al corrente dei pericoli.

Ora i truffatori hanno deciso di mutare strategia e il pericolo maggiore è diventato lo smishing, anch’esso da portare avanti tramite e-mail. Oggetto della comunicazione è infatti il blocco della propria carta, avviso che non serve ad altro che ad attirare l’attenzione della vittima designata. Naturalmente la stessa missiva contiene anche la soluzione al problema segnalato, sotto forma di un rapido click su un collegamento grazie al quale potrà sbloccare la PostePay in tempo reale.

Cancellazione da elenchi cattivi pagatori: attenzione ai truffatori

Non è raro il caso in cui nella casella di posta elettronica arrivi una comunicazione in cui una sedicente società promette di far cancellare il nostro nome dalle liste di cattivi pagatori, ove sia stato e sia tuttora iscritto.

Va però precisato come si tratti di una pura e semplice truffa, in quanto sono possibili soltanto due modi per  ottenere la cancellazione del proprio nominativo dalle Banche dati dei cattivi pagatori:

1) nel caso in cui la segnalazione sia il risultato di un semplice errore scatta il diritto ad essere cancellati in modo del tutto gratuito. Per poterlo fare è sufficiente inviare tramite raccomandata A/R una richiesta all’Istituto che ha provveduto a segnalare il nostro nominativo e ottenere in tal modo la cancellazione. Va anche chiarito come nel caso in cui l’ente in questione non rispetti subito

Prestiti: come si può ovviare alla mancanza di una busta paga?

La busta paga resta un miraggio per milioni di italiani. Se si somma il numero di coloro che sono senza lavoro a quello di chi ne ha uno precario o saltuario, la cifra che ne risulta può fare ampiamente capire il motivo per cui in Italia molte famiglie rinunciano spesso a consumare preferendo risparmiare e tenere in equilibrio un bilancio che in questi anni è stato sottoposto a forti tensioni.

Va però ricordato che non avere una busta paga può rivelarsi un grosso problema per chi intenda ottenere un prestito teso magari a rinforzare la propria liquidità. Le aziende creditizie, infatti, esigono garanzie per concedere finanziamenti e uno stipendio adeguato è la migliore possibile in tal senso.

 

E’ possibile ottenere prestiti anche senza busta paga

 

Se le aziende creditizie non amano eccessivamente la clientela sprovvista di una